VITAMINA D CONTRO IPERTENSIONE, DIABETE e CANCRO

Si stanno conducendo sempre più studi sulla vitamina . Si sta comprendendo che la vitamina D attiva regola il sistema immunitario ed è uno dei più potenti inibitori della crescita tumorale, inoltre è  in grado di spingere il pancreas a produrre insulina.

Gli studi condotti dal Professor  Michael F. Holick alla School of Medicine della Boston University su persone ipertese, cioè con pressione arteriosa alta, hanno messo in evidenza che tali soggetti dopo essere state esposti, per 3 mesi, ai raggi UVA e UVB, avevano un livello di vitamina D maggiore del 100% e presentavano valori normali della pressione arteriosa. Lo studio durato 9 mesi ha fatto registrare durante questo periodo la diminuzione naturale dei valori pressori. I risultati dello studio hanno portato alla valorizzazione dell’ipotesi che l’abbassamento abbassamento della pressorio fosse dovuto all’assunzione di vitamina D, artefice della riduzione della sintesi di Renina prodotta da un gruppo particolare di cellule renali, tale ormone ha un ruolo di primo piano nell’ipertensione. 

Sul Journal of the American Medical Association, è stato pubblicato uno studio effettuato arruolando all’incirca 3.000 veterani con età dai 50 ai 75 anni, lo studio ha messo in evidenza la riduzione del 40% del rischio di sviluppare polipi precancerosi al colon di  veterani che avevano assunto una dose di vitamina D maggiore 645 UI al giorno assieme a una quantità maggiore di 4 grammi al giorno di fibre e cereali integrali. 

sul Journal of the American Geriatrics Society è stato un report di ricerca svolto all’Università di Basilea in Svizzera, i ricercatori hanno seguito per tre mesi donne anziane che sono state divise in due gruppi: un gruppo che assumeva vitamina D e Calcio e un gruppo che assumeva solo Calcio,  dimostrando che il gruppo di donne che aveva assunto vitamina D e calcio per quel lasso di tempo, aveva fatto registrare una riduzione del 49% del rischio di cadute in confronto al gruppo che aveva assunto solo calcio. Inoltre i risultati hanno permesso di rilevare che proprio le donne cadute più volte abbiano tratto il massimo beneficio dall’assunzione di vitamina D.

Sulla rivista scientifica Neurology è stato pubblicato uno studio che ha dato come risultato il fatto che quelle donne che assumono almeno 400 UI di vitamina D, cioè la dose contenuta negli integratori multivitaminici in commercio, diminuiscono del 40%  la probabilità di ammalarsi di sclerosi multipla rispetto alle donne che non assumono integratori.