Maria Antonietta Carrozza

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"I Frutti Dimenticati" e "Le Verdure Dimenticate" Di Morello Pecchioli

Nella Ricerca di letture che comunque non sono lontane dal mio campo professionale, mi sono imbattuta in due curiosi e interessantissimi libri: “I Frutti Dimenticati” e “Le Verdure Dimenticate”, scritti da Morello Pecchioli, giornalista e cronista appassionato di storia, edizione Gribando.

In questi due libri ho trovato un connubio tra gusto della tavola e ricerca di sapori dimenticati oppure oggi ai più giovani completamente sconosciuti.

Si tratta di erbe e frutti che facevano parte tradizionalmente delle nostre colture e che costituivano l’alimentazione tipicamente mediterranea del nostro Bel Paese.

Troviamo menzione del Brolo, orto cinto dall’alto muro che racchiudeva coltivazioni come azzeruoli, cotogni, peri, uva spina e molto altro.

Eravamo possessori di circa 8000 varietà di frutti, oggi ne contiamo molto meno della metà e il rischio di estinzione incombe sui superstiti? Che cosa scompare? Le varietà? Si certamente, ma con esse scompaiono i sapori.

Leggere questi due libri significa riportare l’attenzione su ciò che stiamo perdendo e richiamare la curiosità di conoscere, ricercare per riappropriarsi degli antichi sapori.

Oltre alla narrazione storica, nel libro ho trovato schede scientifiche delle proprietà salutari dei frutti e delle verdure dimenticate oltre alle proprietà attribuite loro dalla medicina popolare.

Come nutrizionista non posso che consigliarne la lettura, aggiungendo che in una dieta ipocalorica le ricette contenute possono essere usate così come sono scritte in quel giorno al mese in cui ci concediamo lo sgarro, cioè il pasto libero, che io ammetto, da goderci con la famiglia o con gli amici.

Le ricette fanno scoprire profumi e aromi particolari, sapori piacevoli di cibi da gustare in compagnia.

Le medesime ricette, riportate secondo la tradizione, possono permetterci di assaporare integralmente, anche ogni giorno, gli antichi vegetali se riprodotte in versione light eliminando il burro, riducendo l’olio extravergine di oliva alle dosi consigliate nel piano dietetico o sostituendo gli zuccheri raffinati con polpa di mela al 100% o banana, usando cioè la frutta nella sua versione salutare per dolcificare. In questo modo i frutti dimenticati e le verdure dimenticate possono tornare ad essere re, regine e principi del nostro palato.

Io lo spero, anche per ripopolarci di saporita diversità biologica.

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