Maria Antonietta Carrozza

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Ipertrigliceridemia e dieta

I trigliceridi presenti nel sangue sono grassi che principalmente vengono assunti con la nostra alimentazione e in parte sono sintetizzati dal nostro organismo, la loro funzione è di riserva energetica. Si parla di ipertrigliceridemia quando si hanno concentrazioni elevate di tali grassi e tale condizione rappresenta un fattore di rischio più o meno alto per malattie cardiocircolatorie epatiche e pancreatiche. Esistono forme di dislipidemia familiare per cui si verifica un aumento di trigliceridi nel sangue, ma per la maggior parte tale aumento è imputabile all’introduzione di calorie in eccesso. Si potrebbe pensare che gli alimenti responsabili della ipertrigliceridemia siano i grassi, invece l’introduzione di forti quantità di zuccheri semplici e l’assunzione di alcool danno luogo allo stesso effetto, in quanto tali nutrienti vengono convertiti dall’organismo in trigliceridi. Ciò non toglie che la qualità di grassi introdotta con l’alimentazione non sia importante, visto che i grassi saturi favoriscono l’aumento dei valori dei trigliceridi mentre i grassi monoinsaturi e polinsaturi sfavoriscono tale aumento; possiamo dire che i due tipi di grassi quindi, sono antagonisti. L’ipertrigliceridemia può essere responsabile di aumento dei valori di pressione arteriosa, dei valori di glicemia a digiuno (intolleranza glucidica oppure diabete di tipo 2), di steatosi epatica (fegato grasso) oppure può provocare aumento del colesterolo LDL (quello“cattivo”). I soggetti che hanno un accumulo di adipe a livello addominale, cioè un “girovita” fuori norma, sono a rischio di sviluppare malattie gravi catalogate nel gruppo della sindrome metabolica e uno dei segnali è rappresentato da livelli costanti di trigliceridi alti nel sangue. Si deve tener conto nella realtà che l’insorgenza di tale sindrome è caratterizzata dalla presenza contemporanea di diversi squilibri metabolici, ognuno dei quali è indicativo di rischio cardiovascolare. Per tale ragione è fondamentale, appena si presenta un valore alterato tenerlo ben presente in modo da riassestare il regime dietetico visto che noi “siamo quello che mangiamo”.
Vi sono anche altre situazioni in cui si può determinare ipertrigliceridemia iuna è per esempio l’ipotiroidismo, le malattie renali croniche, malattie del fegato ma anche l’assunzione di determinati farmaci può esserne la causa. In caso di ipertrigliceridemia è importante rivolgersi al proprio medico per procedere ad eventuali altri accertamenti.
Per quanto riguarda il regime dietetico, la terapia nutrizionale prevede:
il ripristino del peso corporeo entro valori standard per età ed altezza e attività
la diminuzione della circonferenza addominale qualora risultasse fuori norma con valori standard di WHR.
alimentazione con un corretto apporto di zuccheri semplici e grassi saturi
eliminazione di alcool e fumo.

tabella nutrizionale

 

RACCOMANDAZIONI DIETETICHE GENERALI
Prediligere alimenti ricchi di fibre e a basso tenore di zuccheri semplici (preferire cereali integrali e non raffinati).
Privilegiare alimenti con un basso contenuto di grassi saturi e con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi (preferire grassi vegetali a quelli animali).
Non aggiungere grassi alle preparazioni di pietanze preferendo metodi di cottura a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, evitando frittura, rosolature in padella, evitare i bolliti di carne e il brodo.
assumere alimenti naturali a base di omega 3 per favorire la riduzione dei trigliceridi 

REGOLE E COMPORTAMENTI PER EVITARE TRIGLICERIDEMIA E COLESTEROLEMIA
In caso di sovrappeso eliminare i chili di troppo e normalizzare il “girovita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale, principalmente correlata al rischio cardiovascolare. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e a 80 cm nella donna si associano a un “rischio moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e a 88 cm nella donna sono associati a un “rischio elevato”.
Rendere lo stile di vita più attivo concedendoti almeno due ore settimanali di attività motoria e sport. L’attività fisica andrebbe in realtà praticata almeno tre volte alla settimana. La scelta dovrebbe cadere su sport con caratteristiche aerobiche, moderata intensità e lunga durata , che sono più efficaci per eliminare il grasso in eccesso come: ciclismo, ginnastica aerobica, cammino a 4 km/ora, nuoto.
Non fumare: il fumo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare.
Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi. Prestare attenzione all’utilizzo di prodotti “senza zucchero” in quanto sono spesso ricchi di grassi e di conseguenza ipercalorici.
Anche se normopeso, monitorare il peso corporeo per prevenire aumenti di peso che possono essere la causa di ipertrigliceridemia.

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