Maria Antonietta Carrozza

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La salute del nostro intestino

La popolazione in Italia tocca ormai i 60 milioni di abitanti, di questi circa 12 milioni soffrono di malattie infiammatorie intestinali. Il sospetto maggiormente diffuso è che tali problematiche sono una peculiarità del nostro tempo. Dopo il monitoraggio eseguito dagli anni 90 ad oggi sull’andamento delle due condizioni più gravi di tali malattie: il morbo di Crohn e la colite ulcerosa il sospetto è diventato via via certezza.

I numeri di tali malattie sono in  crescita in tutto il pianeta e in stretta relazione con l’occidentalizzazione degli stili di vita. L’occidentalizzazione in pratica si identifica con “l’industrializzazione degli alimenti”con le pratiche più diffuse di allevamenti intensivi e con il consumo non occasionale di cibi con calorie vuote, cioè con scarso valore nutrizionale. Qualità e quantità del cibo sono i più grossi problemi che affliggono il 21°secolo.

 

Sono 147 gli studi osservazionali condotti in tutto il mondo ed analizzati da tre atenei Birmingham (Gran Bretagna), Calgary (Canada) e Hong Kong (Cina) che hanno permesso di mettere in luce che tali malattie sono diventate più frequenti del passato e che l’influenza ambientale giochi un ruolo rilevante nella diffusione di tali problemi nel mondo industrializzato e nello stile di vita che lo accompagna.  Tali problematiche si manifestano maggiormente nella fascia di età compresa tra 20 e 30 anni, ma attualmente colpiscono anche i bambini in ragione di 1 caso su cinque.  Per tale motivo si rende necessaria una massiccia campagna di prevenzione che deve portare alla modifica del nostro stile di stile di vita sia per il benessere individuale ma anche collettivo che è quello di contenere la spesa sanitaria.

 

L’intestino è un lungo tubo che si apre con la bocca, in posizione cefalica e termina con l’ano in posizione addominale. Tale apparato consta di varie porzioni anatomiche ognuna con la propria struttura e funzione, ci soffermeremo a parlare di due porzioni, quelle per cui sono in crescita le malattie infiammatorie intestinali, quali IBS (sindrome del colon Irritabile, morbo di Crohn, colite e rettocolite ulcerosa. Per comprendere la complessità di cui come organismo vivente siamo fatti basta far riferimento alle due scoperte maggiori di questi due secoli:

  1. Il lume intestinale è habitat di un gran numero di batteri simbionti che hanno una grande importanza per l’integrità del nostro organismo
  2. I tessuti, cioè le mucose, che rivestono gli organi interni cavi ma anche i tessuti che fanno parte di organi come occhi, cute, polmoni, ghiandole, sono formati da tessuto linfoide, quello che ricopre le pareti intestinali è stato denominato GALT (tessuto linfoide associato all’intestino) il GALT è in stretta relazione con il tessuto linfoide associato alle altre mucose.

Ecco che il nostro intestino ha sia il compito di digerire il cibo in modo che siano facilmente assorbibili i nutrienti semplici di cui ogni singola cellula ha bisogno per ricavarne energia e per il ricambio cellulare di ogni tessuto; sia quello di barriera fisiologica di difesa, sia quello di barriera immunologica maggiore del corpo umano. La funzione immunologica del GALT è fondamentale poiché impedisce ad antigeni estranei e non processati di attraversare la barriera GI (gastrointestinale) e di provocare immunizzazione indiscriminata.

Tale sistema ha quindi il compito di indurre la “tolleranza orale” al cibo che ingeriamo evitando di creare reazioni avverse.

La parete intestinale è rivestita da colonie di “batteri amici” che si sono co-evoluti con noi e che oggi vengono indicati con il nome di microbiota che sostituisce quello di flora batterica. I nostri “coloni” vivono a stretto contatto con la parete dell’intestino si può dire che tappezzano i villi intestinali, le estroflessioni digitiformi che caratterizzano in modo particolare l’intestino tenue.

Nella mucosa intestinale, inoltre, albergano circa 100 milioni di neuroni, il loro numero è all’incirca uguale al numero dei neuroni presenti nel midollo spinale. Per tale motivo l’intestino è chiamato attualmente “secondo cervello”; tale raggruppamento di neuroni funziona proprio come un “cervello autonomo”, con “congegni” non razionali di sopravvivenza.

Alcuni numeri ….

La superficie intestinale è 5-6 volte l’altezza dell’individuo, quindi un adulto alto 1.80 ha una superficie intestinale di almeno 9 metri. La superficie complessiva del sistema gastrointestinale è di circa 250-300m2, per avere una idea sulla grandezza possiamo immaginarla grande come due campi da tennis. 4 metri circa del nostro intestino costituiscono l’intestino tenue, parte deputata all’assorbimento degli alimenti digeriti. Una superficie cosi ampia è ottenuta grazie al fatto che la parete è sollevata in pieghe digitiformi, dette appunto villi intestinali, che tappezzano in particolare il tenue e danno alla parete stessa una grande possibilità di assorbimento. I villi intestinali sono ricoperti da circa 100 miliardi di batteri amici. Si contano in media circa 500 specie diverse di batteri verso i quali i moltissimi anni di coevoluzione hanno permesso di sviluppare tolleranza immunologica; il loro numero è influenzato da molti fattori, in primis dallo stile di vita. Tutti questi microscopici ospiti arrivano a circa 1 kg e mezzo di peso e il loro numero supera quello delle nostre cellule, inoltre la massa dei loro geni arriva a 3 milioni, valore che supera largamente quello del nostro genoma. Molti studi attualmente hanno messo in luce l’importanza di un equilibrio nelle specie del nostro microbiota per mantenere lo stato di salute. Molti sono i fattori che minano tale equilibrio.

Un sistema sinergico e a distribuzione propria

Il microbiota insieme al muco che riveste la parete dell’intestino e insieme alla parete GI stessa forma la barriera mucosa importante sistema di difesa nei confronti di fattori potenzialmente immunologici o patogeni presenti nel lume intestinale.

La distribuzione organica del microbiota nel TGI (tratto gastro intestinale) è la seguente.

Nella tabella manca l’esofago per il semplice fatto che, per quanto ne sappiamo, è sprovvisto di un proprio microbiota.

Come si nota la maggior concentrazione di batteri è nel crasso con bifidobatteri che prediligono come ambiente l’intestino crasso, secondo tratto colonizzato risulta il tenue prediletto come ambiente dai lattobacilli.

Barriera Gastrointestinale 

La barriera gastrointestinale è un organo complesso, è costituita:

  • dalla parete dell’intestino formata da cellule che tappezzano il lume in maniera continua e serrata, infatti particolari “giunzioni occludenti” serrano le cellule le une alle altre, dal microbiota e dal GALT. Una barriera gastrointestinale sana è pertanto fisiologicamente una barriera che ha giunzioni occludenti perfettamente funzionanti,
  • da un microbiota in equilibrio
  • da un GALT non alterato.

Questo stato assicura:

  1. Assorbimento cellulare efficiente dei nutrienti solidi e liquidi proteggendo l’organismo da carenze nutrizionali
  2. Tolleranza immunologica e quindi protezione da allergie
  3. Difesa immunitaria e quindi protezione dalle infezioni
  4. L’omeostasi energetica perché i segnali nervosi si scambiano correttamente tra cervello e intestino

 

Riflessioni

Se salute della barriera GI(gastrointestinale) significa: integrità della mucosa, GALT sano+ Microbiota Sano+ Omeostasi energetica efficiente e tutto questo significa “integrità di barriera mucosa”, che cosa mina la salute del SGI nel complesso? Che cosa succede se viene meno l’integrità della barriera GI?

Proviamo a ragionare per rispondere ai quesiti:

una barriera alterata comporta alterazione delle giunzioni occludenti, esse sono delle proteine che serrano le cellule le une alle altre, se queste sono alterate viene meno la funzione occludente, e per avere un modello mentale: è possibile il distanziamento cellulare, in tal caso molecole che normalmente troverebbero il passaggio occluso trovano il passaggio verso il sangue creando reazioni avverse, cioè allergie;  oppure si può generare” endotossiemia metabolica”cioè endotossine derivanti dal processo digestivo di alcuni alimenti; l’endotossiemia può essere responsabile di infiammazione, di aumento dello stress ossidativo, dell’insulino-resistenza, di aumento della lipogenesi (cioè la sintesi di grassi di riserva) processi che possono comportare obesità, fegato steatosico o grasso e sindrome metabolica. Il tutto si traduce in uno stato di infiammazione cronica. Un intestino così combinato è un terreno di coltura inospitale per il microbiota amico e se esso si squilibra, i batteri opportunisti possono diventare patogeni e possono prendere il sopravvento creando infezioni ricorrenti (vedi E. Coli e Candida Albicans, normali coinquilini che spesso diventano fastidiosi aggressori della salute).L’uso sconsiderato e senza controllo medico di antiinfiammatori o la facilità di somministrazione degli antibiotici aggravano situazioni di infiammazione cronica.

Ora siamo in grado di rispondere alle domande precedenti, minano la barriera GI:

  • le disbiosi
  • l’uso sconsiderato di farmaci
  • una alimentazione scorretta
  • uno stile di vita sedentario

 

obesità, cancro, dermatosi atipiche, eczema, asma, raffreddore da fieno, celiachia, morbo di Crohn, allergie, reflusso gastroesofageo, colite ulcerosa, autismo e sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Sono tutte malattie croniche che incidono sulla qualità di vita del paziente, e oggi suscita allarme l’aumento dei casi di asma, l’aumento di malattie infiammatorie croniche dell’intestino, l’aumento dei soggetti allergici e tutte le indagini svolte mettono in luce che tali problemi non sono problemi di classe sociale. Da più parte ci si chiede

come mai tali malattie croniche stanno dilagando nel mondo industrializzato e in quei paesi a sviluppo nascente e  per ognuna di queste malattie esistono più cause o c’è invece una causa comune che le genera? E poiché si propende per l’ipotesi della causa comune, quale causa può essere così ampia da giustificare l’insorgenza di malattie tanto diverse? L’alterazione della EUBIOSI (equilibrio del microbiota)potrebbe essere la causa ampia che potrebbe accomunare patologie così diverse. Oggi si sta indagando proprio in questa direzione.

Il Ruolo Del Microbiota

Il microbiota ha un ruolo fondamentale nelle allergie alimentari partecipando ai meccanismi della “tolleranza orale”. Infatti la funzione immunitaria dell’intestino si incardina su due risposte specifiche:

  • la risposta di protezione/soppressione mediata dai linfociti Thelper1, alle proteine alimentari che evita la ipersensibilità;
  • determinazione di specifiche risposte immunitarie, mediata dai linfociti Thelper2, che si esercita mediante la produzione di specifici anticorpi, le IgA che impediscono lo sviluppo dei patogeni.

In pratica il microbiota agisce con due modalità:

  1. degradazione di molecole alimentari che funzionano come Ag (antigeni) potenziali
  2. variazione del rapporto Th1/Th2 a favore dei Th1.

Prendiamo in considerazione i due più grandi gruppi che colonizzano il TGI(tratto gastro intestinale) umano, i Lattobacilli e i Bifidobatteri e andiamo ad analizzare ciò che oggi sappiamo in merito alle loro funzioni.

Lattobacilli del TGIumano

Sono: L. Acidophylus, L. Bifidus, L. Brevis, L. Buchneri L.Bulgaricus, L.Csasei, L. Fermentum, L. Leichmanii, L. Plantarum, L. Salivarius, L. sporagenes; L. Vaginalis.

CARATTERISTICHE:

Tipo Colorimetrico : GRAM+

Metabolismo: AEROBI FACOLTATIVI

Mobilità: IMMOBILI

Metabolismo: Fermentazione lattica trasformano, Zucchero in  Acido lattico

Esigenze crescita: Glucosio, vitamine B, aa, acidi grassi cc, Sali di Fe, Mg, Mn – pH 5.5-6.2

Alimenti Veicolanti: Vegetali(crauti), yogurt, formaggi (svizzero, grana, gorgonzola, parmigiano), insaccati 

 Il vantaggio della colonizzazione da parte dei lattobacilli 

 Si evidenzia nella disponibilità di nutrienti attivando la proteolisi (scissione delle proteine), la lipolisi(scissione dei grassi) e la trasformazione del lattosio in acido lattico passando attraverso la formazione di acido piruvico, da questa via metabolica i batteri ricavano ATP. Il concetto in sintesi nello schema sotto.

  

Ulteriori vantaggi sono:

 

  • Produzione di vitamine del gruppo B(niacina B3, acido folico, piridossina, biotina ovit. B8); la Vitamina B3 inoltre sembra implicata nella diminuzione della immunogenicità di alcuni alimenti proteici, infatti maggiore è il rapporto B3/proteine, più bassa è l’allergenicità degli alimenti.
  • Azione antimicrobica che si esplica in due modi, un primo modo messo in atto dal metabolismo dei lattobacilli che produce ambiente acido visto che i prodotti metabolici sono acido acetico o acido lattico, tale ambiente rende difficile l’attecchimento dei patogeni; un secondo modo è la produzione di antibiotici naturali quali il perossido di idrogeno, l’Acidofillina, la lattobacillina, la Lactocidina. Tali sostanze sono attive sia su germi gram+ sia su germi gram-.Tra i patogeni inibiti si annoverano: Candida Albicans, Escherichia coli, Salmonella Thiphosa, Streptococcus Aureus, Klebsiella Pneumoniae, Shigella Dissenteriae e molti altri. I lattobacilli sembrano avere, inoltre attività antivirale inibendo Herpes Symplex, Labialis e Genitalis. Tale inibizione si attiva in vari modi: attraverso la produzione di acido lattico con diminuizione del pH, attraverso la produzione di acidi grassi essenziali, attraverso la produzione di perossido di idrogeno, attraverso la stimolazione delle difese immunitarie e attraverso la partecipazione alla barriera GI.

 

Bifidobatteri

Sono: il B.Bifidum, B.Longum, B.Breve, B.Infantis; i Bifidobatteri prrediligono come ambiente di crescita l’intestino Crasso, sono anaerobi, e importanti produttori di acidi grassi a catena corta di cui gli enterocoti( le cellule della mucosa GI) hanno bisogno, sono in grado di trasformare i nitrati in nitriti abbassando il potenziale cancerogeno dei primi. Sono infaticabili produttori di vitamine del gruppo B. Il B. Infantis colonizza particolarmente l’intestino dei bambini, è attivo contro la diarrea neonatale, sintetizza le vitamine del gruppo B, facilita l’assorbimento di Calcio, favorisce l’assorbimento di azoto, contribuendo al raggiungimento del peso forma dei neonati. I concetti esposti sono riportati nelle tabelle sotto.

 

B. infantis: 

  • attivo contro diarrea neonatale
  • Sintetizza vit. B
  • Incrementa ass. di calcio
  • Aumenta ass. N        Peso Forma neonatale
 

Batteri Colonizzatori e Batteri Transienti

Il microbiota umano è costituito da batteri colonizzatori e batteri transienti, cioè batteri a rapido sviluppo che non colonizzano il TGI. Un esempio di questi batteri è il L. Bulgaricus e lo Streptococcus Termophilus. Il Bulgaricus si sviluppa rapidamente e induce una abbondante produzione di acido lattico facilitando la crescita di “batteri amici” e sfavorendo quella dei patogeni, opera pertanto in sinergia con L. Acidophylus, sappiamo che il ceppo DDS14Produce Bulgarican potente antibiotico naturale ancora più potente della Acidofillina. Il L.Bulgaricus ha forte importanza per gli intolleranti al lattosio visto la forte capacità di scomporre tale zucchero.

 Da tutto questo discende l’importanza di salvaguardare con un corretto stile di vita il nostro microbiota

 

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