Maria Antonietta Carrozza

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Lattobacilli e Colesterolo

Evidenze sperimentali della stretta relazione lattobacilli-controllo dei livelli di colesterolo cattivo.
Animali germ-free hanno bile non riciclata, la somministrazione di lattobacilli e bifidobatteri a questi animali, comporta in parte il riciclaggio della bile, in parte la escrezione con le feci come in condizioni normali.
Una ricerca di Gilland già nel 1985 aveva messo in luce che i lattobacilli sono in grado di utilizzare il colesterolo a scopo energetico nel loro processo metabolico, infatti aggiungendo nel mezzo di coltura a colonie di lattobacilli il colesterolo, dopo un po’ questo poteva essere ritrovato all’interno delle cellule batteriche segno del suo utilizzo a scopo metabolico.


Una nuova generazione di probiotici intestinali è capace di ridurre significativamente i livelli del colesterolo LDL, quello cattivo.

Un’alternativa ai farmaci statine, non da tutti tollerati. Un microbiota in Eubiosi è dunque alla base della salute di tutto l’organismo, come è alla base della prevenzione di numerose patologie. Un microbiota in buona salute, ben nutrito assicura corretti livelli del tanto temuto colesterolo LDL, il colesterolo detto “cattivo”, quello ritenuto responsabile di disturbi gravi come le malattie cardiocircolatorie.


Oggi vari ceppi di simbionti sono oggetto di studio e in particolare Lactobacillus Reuteri è risultato avere azione efficace nei confronti del colesterolo LDL.
Alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso la McGill University di Montreal, il gruppo di ricerca di M. L. Jones ha osservato l’azione del L. reuteri NCIMB 30242 nel ridurre il colesterolo LDL nel sangue.
Lo studio ha coinvolto 127 adulti con diagnosi di colesterolo alto.

Lo studio randomizzato in due gruppi di partecipanti di cui uno ha assunto il probiotico in questione 200mg di probiotico al giorno suddivisi in 2 somministrazioni, invece il secondo gruppo ha assunto un placebo. Entrambi i gruppi erano stati sottoposti al momento dell’arruolamento al dosaggio ematico del colesterolo LDL, di quello HDL e dei trigliceridi.
Dopo circa due mesi di trattamento il controllo ematico del LDL ha evidenziato che il gruppo che avevano assunto il probiotico presentava i livelli di LDL ridotti dell’11,6% rispetto al gruppo che aveva assunto il placebo.
Il colesterolo HDL e i trigliceridi sono invece rimasti invariati nei due gruppi.

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