Maria Antonietta Carrozza

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Mutamenti culturali nell’alimentazione

A partire dalla Guerra Fredda, dunque gli anni tra il 1947-1953 circa, in Italia ha inizio un’ascesa economica che lentamente portano all’abbandono della tradizione contadina; i segni di questo fenomeno si ritrovano:

  • nella disponibilità di prodotti tecnologici accessibili a tutti
  • nella lotta per l’emancipazione femminile
  • nella erogazione dell’istruzione di massa
  • nello spopolamento delle campagne con la crescita urbana meta di lavoro grazie alla nascente industria

Il lavoro sia femminile che maschile ha generato ritmi di vita sempre più frenetici ed elevati, in risposta a questo problema sorgono i primi fast food. Iniziò l’America dove sorsero locali o chioschi per strada che distribuivano pasti veloci per un rapido consumo ed a buon mercato. Questo era legato alla breve pausa che il lavoro in fabbrica o negli uffici comportava. Il 1985 segna la nascita del primo fast food italiano, questo nasce d’accompagnamento al momento in cui lo stile mediterraneo alimentare inizia la sua mutazione segando la fine del popolo della salute.

I numeri in Italia:

  • 33% della popolazione è in sovrappeso di questi il 40% sono uomini e il 26% donne.
  • 9,7% dei sovrappeso è obesa grave

Due indagini svolte di recente:

  • anno 2008-2009 su un numero elevato di bambini di terza elementare ha fatto rilevare in questo campione il 23% di bambini in serio sovrappeso, mentre il 12% era obeso
  • anno 20012 l’indagine ha coinvolto 46.500 bambini (più di 2.600 classi) di terza elementare, di questi il 22% è risultato in sovrappeso, il 10% obeso.   

Quindi le indagini mettevano in evidenza un dato incoraggiante nel passare degli anni: -1,8% e -2% rispettivamente, ma tali dati non sono ancora sufficienti per poter dire che avremo delle generazioni future in salute. Un’analisi delle cause del fenomeno fa propendere per una origine multi-fattoriale dell’obesità: la predisposizione genetica (un complesso di geni è infatti coinvolto), l’ambiente e lo stile di vita, che spesso condiziona l’espressione dei geni.

Sicuramente il condizionamento pubblicitario è una delle cause che spinge verso il consumo di prodotti sicuramente insalubri Mentre un posto di eccezione nella prevenzione dell’obesità e che agisce in modo preventivo sull’espressione dei geni è giocato dalle abitudini dietetiche e dalla sedentarietà. Per comprendere come l’ambiente può agire sul metabolismo è importante l’evidenza messa in luce da alcuni studi. Le temperature degli ambienti in cui si soggiorna, casa o uffici o ambienti di lavoro in genere, possono contribuire alla riduzione della spesa energetica del corpo se tali temperature degli ambienti superano i 19°C e tale riduzione può facilitare l’aumento di peso. Lo studio è di Paolo Cavallo Perin, Professore di medicina interna dell’università di Torino. Sempre la stessa equipe mette in evidenza in oltre che l’obesità dipende dalle calorie totali assunte e non consumate anziché dal numero di pasti consumati.

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