Dal 1978 sono stati individuarti casi di reazioni avverse al glutine in assenza di malattia celiaca. Il primo caso nella storia scientifica di tali disturbi è stato descritto da Ellis e Linaker i sintomi erano di diarrea e dolore addominale ma istologicamente non erano individuabili lesioni istologiche al duodeno o al rivestimento del tenue tipici della malattia celiaca.  La sintomatologia osservata migliorava con l’eliminazione del glutine dalla dieta. Dopo la prima osservazione anche altri ricercatori come ad esempio Cooper et al. documentarono casi di algie addominali con diarrea in pazienti il cui duodeno presentava un quadro istologico normale. Anche le condizioni di tali pazienti migliorarono praticando un regime dietetico con eliminazione del glutine, mentre la sintomatologia si ripresentava appena il glutine veniva rintrodotto.

Riassumendo: si è di fronte a un quadro sintomatologico simile a quello celiaco in assenza delle lesioni tipiche; per differenziare tale sindrome si è coniato il termine di sensibilità al glutine non celiaca indicandola con la sigla: NCGS. Questa forma di morbosità comporta che, a differenza della celiachia, la permeabilità intestinale e il sistema immunitario adattativo abbiano una funzione meno pronunciata.

La NCGS è contraddistinta da sintomi intestinali ed extra-intestinali in relazione all’assunzione di alimenti contenenti glutine, in pazienti non colpiti da celiachia o allergia al grano. Molti dati indicano che la NCGS è innescata sia da cereali contenenti glutine sia da altri componenti diversi dal glutine. Tali componenti contenuti negli alimenti sono :

  1. FODMAPs (fermentabili oligo- di-  mono- saccaridi e polioli),
  • gli ATI (inibitori dell’α-amilasi/tripsina)
  • le  Lectine sono il 2-4% delle proteine totali del grano tenero esaploide attuale; esse sono resistenti alla degradazione operata dalle proteasi.

Gli ATI regolano il metabolismo dell’amido durante lo sviluppo e la germinazione dei semi e sono componenti che difendono le piante da parassiti e insetti nocivi. Sono gli ATI implicati nella sensibilità al grano poiché responsabili di innescare la risposta immunitaria innata attivando il recettore toll-like-4 (TLR-4) presente su monociti, macrofagi e cellule dendritiche nella mucosa intestinale.

 L’attivazione del recettore produce una risposta infiammatoria in cui viene favorita la sintesi di citochine e chemochine quali: interleuchina-8 (IL-8), il fattore di necrosi tumorale- α (TNF-α), la proteina chemiotattica-1 dei monociti (MCP-1). Appena le cellule presentanti l’antigene (monociti, macrofagi o cellule denditriche) sono attivate dagli ATI, migrano verso i linfonodi periferici contribuendo all’incremento ulteriore della risposta immunitaria in corso.

A differenza della celiachia la NCGS non è autoimmune per cui non si verifica un danno alle cellule dell’epitelio intestinale.  Alcuni studi effettuati nella NCGS hanno evidenziato che:

  • la permeabilità intestinale è normale
  • vi è un aumento di linfociti intraepiteliali rispetto a pazienti celiaci
  • vi è il coinvolgimento solo del sistema immunitario intestinale innato
  • in alcuni studi si è osservato un aumento di anticorpi Ig antigliadina, e dell’espressione  del IFN-y
  • Aumento di livelli serici di acidi grassi intestinali e di proteine leganti lipopolisaccaridi
  • Aumento di monociti CD14 che diminuivano appena veniva eliminato il glutine dalla dieta.
  • 66% di pazienti con NCGS mostra l’attivazione di cellule granulociti basofili associata a linfocitosi intraepiteliale del duodeno e infiltrazione di eosinofili sia nel duodeno sia nel colon
  • Altri pazienti mostravano disbiosi tipica di una malattia infiammatoria intestinale

Evidenza diagnostiche per una diagnosi di NCGS

Per la celiachia a livello sierologico la ricerca di anticorpi antitransglutaminasi di classe IgA (Anti TG2) e gli anticorpi anti-endomisiali (EMA) danno l’evidenza della malattia. Nei pazienti con NCGS la ricerca di tali anticorpi da esito negativo, mentre si trovano, in circa il 50% dei pazienti, anticorpi di tipo IgG diretti contro la gliadina nativa (AGA) rispetto alla popolazione generale, quando viene seguita una dieta contenente glutine.

Pertanto la scoperta di positività IgG-AGA isolata può essere un indizio per la diagnosi di NGCS. In pazienti affetti da NCGS con manifestazioni extra-intestinali si è evidenziato un aumento dei livelli di anticorpi IgG specifici delle gliadine. Le IgG-AGA si normalizzano più rapidamente nella NCGS rispetto ai pazienti affetti da celiachia dopo aver iniziato il trattamento con dieta priva di glutine. Tuttavia non è ancora chiaro se il monitoraggio dei livelli IgG-AGA possa essere utile a fini diagnostici durante il periodo breve della eliminazione/reintroduzione del glutine.

Di seguito viene riportato il quadro dei sintomi che possono manifestarsi per la NCGS: