PSORIASI ED ALIMENTAZIONE

IL PUNTO SULLA SALUTE DELLA PELLE

Il modello di medicina nel nostro mondo è basato sulla convenzione delle prescrizioni di farmaci per intervenire sui sintomi delle malattie, si trascurano invece le cause primarie delle patologie croniche più diffuse. Prodotti farmaceutici e procedure mediche fanno da leoni nei trattamenti. L’approccio alla salute oggi dovrebbe essere un po’ diverso e dovrebbe contemplare anche le applicazioni cliniche della biochimica metabolica, oggi comincia a diventare chiaro che è necessario controllare i livelli di insulina per prevenire malattie cronico-degenerative che imperversano nel nostro mondo come diabete, obesità, artrite cardiopatie, malattie neurodegenerative e cancro. Oggi non si riconosce al cibo che mangiamo un valore terapeutico né con chiarezza il valore di “nemico della salute” soprattutto quando le diete sono sbilanciate. Se invece ristabilissimo la saggezza del vecchio Ippocrate quando tuonava: sia il cibo la tua medicina, forse potremmo concentrarci prima che sia troppo tardi sui processi di autoguarigione del corpo senza salvaguardare solo gli interessi delle case farmaceutiche, ma concentrandoci a ricercare le cause delle malattie croniche anziché curarne i sintomi. Oggi si fa spazio un modello un po’ diverso: non solo il danno al DNA può comportare malattie ma un metabolismo difettoso nei soggetti adulti comporta proprio malattie cronico-degenerative. Quando si parla di metabolismo si parla di molecole segnale e di vie di segnale che si accendono e si spengono dove appunto molecole comunicano l’una o l’altra alternativa. Noi eterotrofi le molecole le assumiamo dall’ambiente ed ecco che l’alimentazione è la via privilegiata di assunzione. Pertanto la cura delle malattie infiammatorie croniche  della pelle, come le altre malattie infiammatorie croniche, non può essere fatta solo con trattamenti topici perché la pelle è un organo complesso che intrattiene strette relazioni con il sistema immunitario, l’intestino, gli organi emuntori come fegato, reni, polmoni. Un qualsiasi problema verificatosi nell’intestino o dei reni può comportare un problema alla pelle e usare trattamenti topici significa focalizzarsi sui sintomi e tamponare momentaneamente effetti visibili di qualche squilibrio che si è generato da qualche altra parte.

È importante quindi puntare a comprendere quali fattori (ad esempio genetici o ambientali) possono predisporre o scatenare il problema. Pertanto, occorre analizzare i farmaci che il soggetto assume, il suo regime dietetico, eventuali tossine ambientali o allergeni con cui può essere venuto a contatto, fattori tutti che possono aver scatenato il problema. In poche parole è necessario un approccio olistico anziché settoriale. I fattori scatenanti legati allo stile di vita devono essere presi in considerazione e occorre suggerire strategie di superamento o aggiramento di tali fattori. Ogni individuo, infatti, è fatto di genotipo(i nostri geni) e fenotipo(interazione tra gene e ambiente interno ed esterno) e il primo gioca per il 20% a determinarci, ben l’80% è giocato dal fenotipo e il fenotipo comporta ciò che mangiamo, come approcciamo il vivere, i nostri pensieri, le nostre emozioni.

Una dieta equilibrata, nel senso di ricca di tutti i nutrienti indispensabili e perciò varia, sana da intraprendere è il primo passo verso la prevenzione e la terapia dei problemi cutanei.

PARLIAMO DI PSORIASI

È una malattia che colpisce quasi 3 milioni di persone ed è a forte impatto sociale e psicologico perché può interessare aree estese oppure articolazioni portando a forti dolori e immobilità.

Proprio questa malattia fa registrare una correlazione tra disturbi metabolici endocrinologici e cardiovascolari che possono pregiudicare le terapie.

La malattia ha carattere autoimmune con alto grado di infiammazione sistemica. L’infiammazione è il processo messo in atto dall’organismo che tenta di riparare i danni dei tessuti provocati dalla attivazione dell’autoimmunità.

È chiara ora la relazione tra alimentazione e reazione autoimmune; per contrastare tale reazione occorre arginare riducendo al minimo le azioni delle sostanze immunogene, molte delle quali apportate con gli alimenti, la loro modulazione permette di regolare la reazione infiammatoria che può scatenarsi.

MODULARE GLI IMMUNOGENI E RICOSTRUIRE LA BARRIERA INTESTINALE

L’intestino, dopo la pelle, è l’organo che separa l’interno del nostro corpo dall’ambiente esterno, l’equilibrio dell’ecosistema intestinale dipende non solo dall’integrità delle sue strutture, una barriera intestinale non integra non è selettiva verso le molecole alimentari ed è una porta aperta all’entrata di allergeni, di batteri, virus e quant’altro, ma anche dall’eubiosi del microbiota, cioè dalla presenza di specie microbiche amiche in perfetto equilibrio.

Quindi il primo punto della salute intestinale è una barriera integra che va ripristinata ogni volta che vi è un problema di psoriasi. Il secondo passo è la rimozione di eventuali parassiti che possono liberare metaboliti tossici; il terzo è far uso di enzimi digestivi per favorire una buona digestione abbassando così il potere antigenico delle proteine. Il quarto passo è l’assunzione di probiotici per riequilibrare il microbiota intestinale. Pertanto l’utilizzo di prebiotici, probiotici e l’assunzione di alimenti fermentati può aiutare a contrastare la psoriasi.

FATTORI SCATENANTI

  • Infezioni come streptococco, candida e parassitosi  possono liberare tossine e facilitare l’insorgenza della psoriasi
  • Assunzione di alcuni alimenti (glutine, caseina, solanacee e legumi)
  • Alterazione della funzionalità intestinale dovuta a SIBO e a sindrome dell’intestino gocciolante, patologia che porta al deterioramento della barriera intestinale che non riesce più a svolgere la sua funzione protettiva compromettendo l’equilibrio della mucosa e del microbiota.  
  • Stress
  • Farmaci
  • Carenza di micronutrienti o di sostanze immunoregolatori ad esempio di vitamina D.

STRATEGIA NUTRIZIONALE

Come premessa è possibile affermare che una alimentazione corretta sottostà a uno stato di salute generale.

In qualunque soggetto affetto da psoriasi vi è:

  • predisposizione genetica  alla malattia
  • alto grado di infiammazione sistemica
  • sistema immunitario iperattivo

per tale motivo la dieta di un paziente affetto da psoriasi deve essere ad esclusione degli alimenti a carattere immunogeno, perché risultano dannosi per tali patologie. Tabella sotto:

Immunogenidannosità
Glutine e proteine del granoAlterazione della permeabilità intestinale favorendo l’infiammazione e l’entrata nel sangue di sostanze nocive
CaseinaPotente liberatore di istamina, è quindi infiammatoria, ha interazione con i recettori dell’insulina  facilitando l’insulino-resistenza
LectineProteine contenute in cereali, legumi e altri vegetali
SaponineSono antinutrienti contenuti in legumi, amaranto e quinoa
SolanaceeContengono solanina, sostanza infiammatoria: peperoni, melanzane, patate, bacche di goji, pepe
Alimenti processati ricchi di additivi e colorantiattivano l’infiammazione cronica sistemica.
Zuccheri raffinatiPromuovono la resistenza insulinica, quindi la sindrome metabolica che attiva l’infiammazione cronica sistemica.

FATTORI SCATENANTI: INFEZIONI VIRALI, FUNGINE, BATTERICHE

Perché sono fattori scatenanti? Perché ogni entrata di organismi patogeni favorisce una reazione del sistema immunitario verso il patogeno e quindi scatena un processo infiammatorio, e tutto ciò che attiva una reazione immunitaria mantiene attiva la psoriasi.

Molti soggetti affetti da psoriasi sono risultati colpiti da disbiosi intestinale, oppure da candidosi.  La candida produce una aflatossina responsabile di una reazione autoimmune, una proliferazione abnorme di candida facilita l’indebolimento della barriera intestinale con l’aumento della permeabilità intestinale. Anche la tossina prodotta dallo Streptococco Pyogenes può scatenare reazioni autoimmuni e problematiche reumatiche, è stata trovata una associazione tra questa infezione e un tipo di psoriasi: la psoriasi guttata, una forma di psoriasi eruttiva, cioè a esordio improvviso e diffuso, caratterizzata da lesioni arrossate e desquamanti di piccole dimensioni dalla caratteristica forma “a goccia”. Il patogeno è di difficile diagnosi perché il tampone faringeo che è possibile effettuare dà spesso falsi negativi e il titolo antistreptolisinico(TAS) non è discriminante, l’unica possibilità è offerta dallo Streptozyme, un test che permette il dosaggio di anticorpi contro l’agente infettante lo streptococco beta emolitico di gruppo A.

Anche le infezioni virali possono portare alla riaccensione della malattia o possono scatenarla. Infezioni da virus anche molto diffusi come ad esempio l’Herpes Simplex, il Zoster, la mononucleosi (EBV) e il Citomegalovirus ecc sono stati da molte ricerche collegate alla psoriasi.

ALLORA COSA FARE?

Innanzitutto occorre abbandonare tutti quei dermatoligi che dopo una visita liquidano la cosa semplicemente con la pomatina perché a loro parere la psoriasi che ci ha colpito non è una forma molto estesa e quindi vale la pena usare la strada topica e basta. Abbiamo capito che il problema è molto più complesso ed è legato alla costante presenza della sintomatologia che spesso non è mai domata interamente. Ci si concentra proprio sulla sintomatologia invece di concentrarsi sulle cause che come sappiamo sono racchiuse nelle caratteristiche della malattia: infiammatoria e cronica. A mio modesto parere anche ciò che sembra non esteso può provocare disagio fisico e psichico soprattutto quando la psoriasi colpisce la parte plantare: non si cammina, costringe a posizioni scomposte che portano altre conseguenze, e vogliamo inoltre parlare delle conseguenze psicologiche di questa situazione? Forse vale la pena non affidarsi solamente alle pomatine ma cercare di approfondire il problema cambiando il punto di vista: dai sintomi alle cause. Per fare questo il punto di vista dovrebbe direzionarsi verso l’azione da intraprendere sui fattori scatenanti dotandosi di una strategia integrata e il primo punto della strategia deve essere quello di modulare l’infiammazione.

STRATEGIA BASATA SULLE CAUSE: PRIMO PUNTO- OCCUPARSI DELL’INFIAMMAZIONE

L’infiammazione è un processo fisiologico non negativo, anzi è un meccanismo unico che si è forgiato in milioni di anni di evoluzione, un meccanismo che consente al nostro corpo di reagire contro “intrusi” che ne minacciano l’integrità, di distruggere tessuti danneggiati permettendo la riparazione e il ripristino dell’integrità, eliminare sostanze dannose, eliminare cellule che di punto in bianco perdono il differenziamento e si sottraggono alla regola della apoptosi (morte programmata se le cose non funzionano) diventando cancerogene; tale meccanismo prestigioso permette la riparazione e la guarigione dalle parti lese e dell’intero organismo. Affinché però tutto questo si verifichi correttamente si alternano delle fasi nel nostro corpo e ad ogni fase infiammatoria ne segue una antinfiammatoria. L’integrità del nostro corpo è quindi salvaguardata da un delicato equilibrio tra queste due fasi: la fase proinfiammatoria e la fase antinfiammatoria. Quando l’equilibrio si rompe e pende sempre più verso la fase proinfiammatoria ecco che si entrerà in uno stato di malattia conclamata. Ecco la motivazione per cui se si cambia il punto di vista sulla psoriasi direzionandosi sulle cause occorre prendersi cura dell’infiammazione sistemica e poiché tutti i processi del nostro organismo sono regolati da vie di segnale attivati da molecole e l’infiammazione non fa eccezione, anche nella psoriasi potrebbero essere alterate le vie di segnale. Le molecole del nostro organismo sono sintetizzate a partire da precursori che arrivano dall’apporto alimentare, ecco che ciò che mangiamo comunque influenzerà o meno lo stato di salute/malattia. L’infiammazione sistemica viene regolata da alcuni fattori:

  • due molecole chiave: Ω3 antinfiammatorio /Ω6 proinfiammatorio devono essere in perfetto equilibrio tra loro
  • condizioni di insulino-resistenza o di altri problemi di squilibrio ormonali
  • alterata risposta al cortisolo esogeno
  • alterata risposta all’istamina, condizione che spesso si instaura a causa di una bassa funzionalità di enzimi coinvolti in reazioni di metilazione.
  • alto stato di stress ossidativo

Tutte queste condizioni possono essere migliorate da scelte alimentari con opportune integrazioni ad effetto antinfiammatorio.

Sappiamo oggi che gli acidi grassi Ω3 hanno una importante azione antinfiammatoria, la dieta attuale è ricca di grassi vegetali idrogenati o di polinsaturi ad alto tenore di Ω6. Per la salute della pelle due acidi grassi sono fondamentali: l’EPA e il DHA. Questi sono acidi grassi a lunga catena  della famiglia degli  Ω3. Un apporto di EPA e DHA quindi si rende necessario per ripristinare un corretto rapporto Ω3/ Ω6 nel trattamento della psoriasi come anche di altre malattie reumatiche e autoimmuni.

Esistono anche antiinfiammatori naturali che possono far parte della strategia per combattere la psoriasi, uno di questi è la curcuma, una pianta il cui rizoma contiene sostanze colorate dette curcuminoidi, di cui la curcumina è il componente più importante, un olio essenziale, monosaccaridi e polisaccaridi.
Alla curcuma sono ormai riconosciute proprietà antinfiammatorie, oltre che una spiccata attività antiossidante. La curcuma blocca le vie proinfiammatorie senza irritare le mucose intestinali e gastriche. Molte sono le forme di integrazioni di curcuma presenti sul mercato dei nutraceutici, è molto importante però comprendere che i preparati  devono avere forme biodisponibili della curcuma. Tra le forme migliori ci sono le liposomiali e le micellari, per cui attenzione alle scelte.

SECONDO PUNTO:  OCCUPARSI DEI LIVELLI DI VITAMINA D

La vitamina D è nota come la vitamina antirachitismo, amica delle ossa. Oggi noi sappiamo che la vitamina D è un immunoregolatore, è antitumorale, cardioprotettore, rientra nella regolazione del metabolismo endocrino ed è insulino-regolatore. Una integrazione giornaliera di almeno 4000 UI/dì è considerata importante, per dosaggi superiori devono essere controllati i livelli ematici di paratormone, vitamina D e calciuria e calcemia. È molto importante, in caso di insufficienza, raggiungere livelli ottimali di vitamina D perché essa nell’organismo ha effetto molteplice entrando in azione in molte vie di segnale.

TERZO PUNTO: OCCUPARSI DELLE CARENZE DI MICRONUTRIENTI

Molti micronutrienti come la vitamina D hanno effetti in molte vie di segnale, primo tra questi il magnesio. Il magnesio è un micronutriente cofattore di moltissimi enzimi, più di 200 enzimi cellulari diversi, al magnesio sono associate numerose funzioni come ad esempio stimolatore della funzione nervosa, rilassante muscolare, regolatore e normalizzatore delle funzioni metaboliche, potenziatore della funzione linfocitaria, aiutando a debellare i patogeni che albergano nell’intestino. Si deve portare attenzione alla forma di integrazione di magnesio perché la forma inorganica oltre ad essere di difficile assorbimento potenzialmente potrebbe alterare la funzionalità intestinale. In tal senso secondo molti studi sono più consigliabili le forme organiche.

Micronutrienti importanti per l’organismo sono anche le vitamine del gruppo B, come è noto tali vitamine sono idrosolubili sono diverse per caratteristiche chimiche e azioni fisiologiche. Tali vitamine funzionano in forma attiva e l’attivazione è sotto l’influenza di molti fattori primi fra tutti i polimorfismi genetici, oppure carenze enzimatiche genetiche, oppure l’uso di farmaci, pertanto una eventuale integrazione deve essere fatta con forme attive di tali vitamine.

QUARTO PUNTO: OCCUPARSI DELL’EQUILIBRIO DEL MICROBIOTA

Il microbiota è un sistema di microrganismi che vive con noi in simbiosi e che con noi si è evoluto. Un microbiota equilibrato protegge l’intestino da batteri, virus e sostanze tossiche favorendo l’immunità innata di barriera; esercita anche un effetto trofico sintetizzando acidi grassi a catena corta che nutrono i nostri enterociti. I batteri del nostro microbiota occupando il territorio intestinale e mediante la sintesi di batteriochine esercitano un controllo sui patogeni e la loro presenza è sempre fondamentale; la loro integrazione in caso di malattie infiammatorie è necessaria perché contribuiscono a migliorare l’immunità.

Una buona integrazione microbica si deve basare su pochi principi fondamentali: batteri realmente facenti parte di ceppi simbionti,  vivi e vitali alla scadenza del prodotto e inoculati in quantità sufficienti. I ceppi devono essere facilmente individuabili, i principali appartengono ai lattobacilli e ai bifidobatteri, in caso di candidosi può essere necessaria anche l’inoculazione di ceppi di saccaromiceti. Se si sospetta una disbiosi è a volte possibile usare un disinfettante intestinale o un detossificante per poi passare alla reinoculazione.

QUINTO PUNTO: OCCUPARSI DEL TRATTAMENTO TOPICO

Questo è normalmente l’unico punto preso in considerazione quando ci si rivolge alla medicina specialistica nota con il nome di dermatologia. Non si nega l’importanza del trattamento topico per la psoriasi ma a mio parere non è possibile il suo uso esclusivo, sia se la psoriasi è estesa, sia se è localizzata perché in qualunque modo crea disagio fisico e psicologico.

A cosa deve servire un trattamento topico?

Deve assicurare una azione antinfiammatoria efficace in modo da favorire la rigenerazione dei tessuti sani sottostanti, è spesso necessario anche il ricorso a vitamine e ad antiossidanti. I prodotti topici a mio avviso dovrebbero essere esenti da parabeni e prodotti di sintesi vari. L’idratazione dopo la riparazione della cute e l’instaurarsi della fase di remissione diventa molto importante, così come lo è sempre la fase di detersione della cute.

Credo nell’approccio integrato per la cura della psoriasi e di ogni malattia a carattere infiammatorio cronico, con queste righe ho voluto esporre il mio punto di vista augurandomi un cambio di paradigma per la diagnosi e il trattamento di tale malattia.

Dott.ssa Maria Antonietta Carrozza

Biologa Nutrizionista