Maria Antonietta Carrozza

Una soluzione uguale per tutti non esiste.

L’unica via e’ un programma personalizzato e strutturato su misura per te.

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Strategie alternative per combattere l’endometriosi

Gruppo di Lavoro:

Dott.ssa Maria Antonietta Carrozza (Nutrizionista), dott.ssa Paola Pomini (ginecologa UniVR), Dott. Simone Garzon (ginecologo-dottorando), Dott.ssa Serena Visconti (ginecologa).

 

SCOPO DELLO STUDIO CLINICO E IPOTESI DI LAVORO

Essendo L’endometriosi una malattia a stato infiammatorio cronico in cui il sintomo dolore è dominante in ogni sua manifestazione clinica (dismenorrea-dispareunia etc) ho messo a punto un regime alimentare controllato a cadenza trimestrale per la massima durata di 12 mesi, valutando se la sintomatologia dolorifica subisce dei miglioramenti a vantaggio della qualità di vita di ogni paziente affetta da endometriosi che psicologicamente ed organicamente risulta molto provata.

L’ipotesi di lavoro: Un regime alimentare controllato favorisce la remissione dello stato infiammatorio causato dall’endometriosi facilitando il miglioramento della sintomatologia dolorifica a vantaggio della qualità di vita delle donne affette.

Caratteristiche del regime dietologico: Il regime dietologico per ogni paziente è stato messo a punto tenendo conto dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana)e di alcuni studi che hanno evidenziato direttamente o indirettamente un legame tra questa patologia e l’alimentazione.

Per lo svolgimento dello studio sono state arruolate delle pazienti volontarie con diagnosi certa e/o strumentale di endometriosi e sono stati utilizzati strumenti clinico-statistici per la raccolta dei dati. Alle pazienti è stato fornito una dietoterapia altamente personalizzata ma che rispettasse alcuni principi guida per tutte relativi all’assunzione di alimenti, allo stile di vita, all’idratazione. Lo studio aveva l’obiettivo di tarare sia gli strumenti di raccolta dei dati sia la dietoterapia onde vagliarne/migliorarne l’efficacia.

Risultati e prime conclusioni: Il BMI del campione di studio era nella norma, con la maggior parte delle pazienti nella fascia del peso normale. Il campione analizzato era equamente suddiviso tra pazienti in terapia e pazienti non in terapia farmacologica.

Più dell’80% delle pazienti coinvolte nello studio ha fatto registrare un miglioramento con: meno dolore, meno utilizzo di antidolorifico, riduzione del gonfiore addominale, regolarizzazione intestinale, riduzione o scomparsa del dolore addominale cronico e miglioramento di dismenorrea, discrezia, dolore pelvico cronico.  L’andamento si ripete in maniera analoga tra i pazienti in trattamento e quelli non in trattamento farmacologico dove il calo del dolore medio è solo marginalmente più basso.

Visto la positività nei risultati si è deciso di proseguire lo studio con una ricerca di tipo randomizzato.

RICEVE A:

Verona

Pescantina

Mantova

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